martedì 3 gennaio 2012

Sometimes


Mancavano pochi minuti a mezzanotte.
Tutta la gente andava in direzione opposta alla nostra, solo noi quattro camminavamo per le vie silenziose della città verso il mare.
Era passato un altro anno, come fosse vento, come fosse un attimo.
Barcellona è una luna piena, luminosa, circondata dal cielo scuro.
Una città di contrasti.
Svegliarsi la mattina, prendere un caffè in uno dei bar del centro, percorrere la rambla e bere un succo di frutta esotico del mercato, passare davanti agli artisti di strada e alle vetrine colorate, e poi su, fino al Parc Guell, fino a vederla dall'alto, ascoltando la musica di chi ti regala un sorriso per qualche minuto.
Ma come in una rappresentazione di Gaudì c'è molto di più, molti più colori, molte più sfumature.
Riscendere giù verso sera, quando il sole riflette la sua luce rossa tra i palazzi, un "no grazie" agli indiani che ti vendono 6 lattine di Estrella a 6€, aspettare di attraversare all'incrocio guardando i taxi che sfrecciano con la loro lucina verde di libero, lasciarsi passare dalla gente a piedi, con gli skate, con la bici o con i pattini e perdersi nei vicoli scuri della città, con i panni stesi, con i mercatini del non uso più, con le cassette di frutta ammucchiata, gli angoli pieni di consumazioni, qualche pusher vagante, e di colpo di nuovo in una piazzetta, con una chiesa, tavolini all'aperto e gente che consuma seduta o in piedi, una musica lontana di una chitarra acustica, il sorriso di una ragazza che dice hola, qualche giovane che ti invita in un locale, in un ristorante, in un pub, prevendite con ogni omaggio, l'odore di cucinato ed il fumo dalle cappe, luci colorate e qualche ragazzo che piscia negli angoli morti dei palazzi, sorrisi ed esclamazioni, quasi a fregarsene del mondo che va a rotoli, della crisi, di quanto questa vita a volte sarebbe da prendere a calci.
E alla fine, dopo l'ultimo incrocio, il mare.
Sedersi su una panchina spalle alla città, ed ascoltare.
Dietro la vita che freme e non ti aspetta, davanti il suono costante delle onde che arrivano chissà da dove.
Ed è strano ma per quanto possa sembrar frenetica, ti calma sempre.
Ma si, con una sigaretta in mano e qualche battuta scoliamo le nostre birre e salutiamo l'anno passato.
A volte, il rigurgito del dissenso trova spazio silenzioso tra le note musicali dei miei passi.
A volte sembra quasi sparire.
Questa è la mia Barcellona, la mia luna piena.



1 commento:

Emiliano ha detto...

Barça, sempre magica.